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Assegno Unico

Assegno Unico: cos’è?

L’Assegno Unico è la misura economica a favore delle famiglie con figli a carico entrato in vigore a decorre dal 1° marzo 2022.

Novità 2025: semplificazioni nella gestione dell’Assegno Unico:

A partire dal 2025, sono entrate in vigore importanti novità volte a semplificare la gestione dell’Assegno Unico Universale, rendendo le procedure più rapide e accessibili per tutte le famiglie.

Tra le principali innovazioni:

  • Archivio unico degli IBAN: è ora possibile selezionare in modo diretto uno degli IBAN già registrati presso l’INPS, evitando l’inserimento manuale dei dati. Questa funzionalità è disponibile anche per i tutori, che possono indicare l’IBAN del tutelato per l’accredito senza ulteriori passaggi burocratici.
  • Subentro automatico in caso di decesso di un genitore: non è più necessario presentare una nuova domanda. Il genitore superstite subentra automaticamente nella titolarità della prestazione.

Queste modifiche rendono il processo più snello ed efficiente, soprattutto per le famiglie che beneficiano delle maggiorazioni, come quelle con ISEE inferiore a 25.000 euro o in cui entrambi i genitori lavorano.

L’obiettivo è garantire pagamenti più tempestivi e una gestione semplificata delle richieste, a vantaggio di una maggiore equità e accessibilità per tutti i beneficiari.

Chi può avere l’assegno unico?

Spetta a tutti i nuclei familiari a prescindere dalla condizione lavorativa dei genitori (disoccupati, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, pensionati e titolari di reddito di cittadinanza) e senza limiti di reddito in possesso dei requisiti di cittadinanza, residenza e permesso di soggiorno.

Chi sono i beneficiari dell’assegno unico?

  • per ciascun figlio minore (in caso di gravidanza al settimo mese);
  • per ciascun figlio maggiorenne a carico fino a 21 anni compiuti che presenti tali requisiti: che frequenti un corso di formazione o professionale o universitario, che svolga un tirocinio o un’ attività lavorativa con reddito inferiore a 8mila euro annui, sia disoccupato in cerca di lavoro

Quanto spetta per ogni figlio a carico?

assegno unico figlio
Assegno unico figlio: come richiedere il bonus figli

L’importo dell’assegno unico varia da 175 euro a 50 euro al mese per ogni figlio minorenne; Pertanto spetta nella misura piena di 175 euro per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per importi ISEE pari o superiori a 40.000 euro esso si riduce progressivamente fino ad arrivare a 50 euro.

Per figli con fascia d’età dai 18 ai 21 anni invece diminuisce da 85 euro a 25 euro.

In questa fattispecie, l’ importo spetta in misura piena di 85 euro per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per importi ISEE pari o superiori a 40.000 euro esso si riduce progressivamente fino ad arrivare a 25 euro

L’importo spettante si determina in base al risultato del modello ISEE e all’età dei bambini; non rientrano i figli disabili per i quali non ci sono limiti di età.

In quali casi l’importo dell’Assegno Unico Universale può essere maggiorato?

L’importo dell’Assegno Unico Universale può variare in base alla situazione familiare ed economica del nucleo beneficiario. In alcuni casi specifici, sono previste maggiorazioni per offrire un sostegno più adeguato a chi ha bisogni particolari. Ecco le principali circostanze in cui spetta un aumento dell’assegno:

  • Nuclei familiari numerosi: per ogni figlio successivo al secondo, è prevista una quota aggiuntiva.
  • Madri giovani: se la madre ha meno di 21 anni, viene riconosciuta una maggiorazione sull’importo base.
  • Famiglie con almeno quattro figli e entrambi i genitori lavoratori: è prevista una maggiorazione se entrambi i genitori percepiscono reddito da lavoro.
  • Figli con disabilità: per ogni figlio con disabilità, l’importo dell’assegno viene incrementato, senza limiti di età.
  • Figli con meno di un anno: è previsto un aumento per ciascun figlio di età inferiore a un anno.
  • Figli tra 1 e 3 anni in famiglie numerose con ISEE medio-basso: se il nucleo ha almeno tre figli e un ISEE fino a circa 45.574 euro, è prevista una maggiorazione per i bambini di età compresa tra 1 e 3 anni.
  • Maggiorazione compensativa: viene riconosciuta una quota extra nei casi in cui l’Assegno Unico sia inferiore rispetto alla somma che il nucleo percepiva con i precedenti strumenti (assegni familiari e detrazioni fiscali).

Queste maggiorazioni mirano a fornire un sostegno più equo alle famiglie che affrontano maggiori carichi economici, come quelle numerose, giovani, con figli disabili o con redditi più bassi.

Come presentare domanda?

La domanda assegno unico 2022 può essere così presentata:

  1. attraverso il sito INPS e se si è in possesso dello SPID;
  2. contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o lo 06 164.164 (da rete mobile a pagamento);
  3. facendo domanda presso Patronato.

La domanda per l’Assegno Unico quanto dura ?

La domanda per la richiesta dell’Assegno è annuale e riguarda le mensilità comprese nel periodo tra il mese di marzo dell’anno in cui è presentata la domanda e il mese di febbraio dell’anno successivo.

L’importo erogato di Assegno per i figli concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF?
No, l’importo dell’Assegno unico non concorre alla formazione del reddito ai fini IRPEF, in quanto esente.

Quando avviene il pagamento e come viene pagato l’Assegno unico?

Per le domande presentate dal 1° marzo in poi, il pagamento verrà effettuato alla fine del mese successivo a quello di presentazione della domanda.

Per chi presenta la domanda entro giugno 2022, i pagamenti avranno decorrenza dal mese di marzo per le mensilità arretrate. Esso viene pagato sul c/c bancario o postale , tramite bonifico, libretto postale ,c/c estero, carta prepagata con iban. Ovviamente il c/c dovrà essere intestato al genitore richiedente.

Nel caso in cui il richiedente sia il figlio maggiorenne, l’iban dovrà essere a lui intestato.
In caso di genitori separati o divorziati è possibile chiedere il pagamento al 50%, indicando l’ iban anche dell’altro genitore.

Cosa succede in caso di subentro del genitore superstite?

In caso di decesso di uno dei genitori beneficiari dell’Assegno Unico Universale, il subentro del genitore superstite avviene in modo automatico, senza necessità di presentare una nuova domanda all’INPS.

L’Istituto aggiorna d’ufficio la titolarità della prestazione, garantendo la continuità dei pagamenti a favore del nucleo familiare. Questo meccanismo assicura che non ci siano interruzioni nell’erogazione dell’importo spettante.

È però fondamentale che i dati anagrafici siano correttamente aggiornati nelle banche dati pubbliche, così da consentire all’INPS di effettuare il passaggio in modo corretto e tempestivo.

Quando è possibile richiederlo durante la gravidanza?

E’ possibile richiedere l’ Assegno per i figli già dal settimo mese di gravidanza.
La domanda va presentata però dopo la nascita e dal momento che al nascituro sarà attribuito il codice fiscale.
A partire dal settimo mese di gravidanza, saranno pagati gli arretrati con la prima mensilità erogata di Assegno.
Si precisa che L’Assegno universale non è consentito con coloro che usufruiscono del Premio alla nascita.

L’Assegno unico cosa sostituisce?

Con l’introduzione dell’Assegno Unico, vengono abrogate le seguenti prestazioni (Bonus mamma o Premio alla nascita, Bonus bebè, Bonus tre figli, gli ANF e le detrazioni per i figli a carico al di sotto dei 21 anni (quest’ultimi non saranno più presenti nel cedolino paga dei dipendenti dal mese di marzo 2022).

L’Assegno Unico è consentito a coloro che usufruiscono del Reddito di Cittadinanza e del Bonus asilo nido.

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