Vai al contenuto

Calcolo lavoro straordinario: la maggiorazione in busta paga 

Ogni datore di lavoro sa che le ore di lavoro straordinario prestate dal lavoratore oltre il normale orario di lavoro si devono pagare con una maggiorazione nella retribuzione in un busta paga.

Per gli straordinari in busta paga si intendono tutte le ore lavorative svolte dal dipendente al di fuori del monte orario previsto dal proprio contratto, generalmente il lavoro in 40 ore settimanali.

In generale, sono i CCNL di categoria a determinare l’ammontare della maggiorazione retributiva per il lavoro prestato oltre il normale orario di lavoro.

Come funzionano le ore di straordinario? Solitamente i contratti collettivi prevedono che la prestazione di lavoro straordinario sia effettuata:

  • oltre le 8 ore giornaliere;
  • non deve superare in media le 48 ore settimanali compreso lo straordinario
  • il monte orario annuo debba rispettare il limite massimo delle 250 ore.

La disciplina del lavoro straordinario è prevista dall’articolo 3 del decreto legislativo 66/2003 e dalla natura del rapporto di lavoro. Oltre al tetto delle 250 ore annue è previsto anche il riposo di 11 ore consecutive per il lavoratore ogni 24 ore e che il ricorso a questa organizzazione dei tempi di lavoro deve essere il frutto di un accordo tra quest’ultimo ed il datore di lavoro. 

calcolo lavoro straordinario
Per calcolare la retribuzione del lavoro straordinario in una settimana bisogna conoscere la propria paga base oraria,
sommarla alla percentuale di maggiorazione prevista nel proprio contratto collettivo e
moltiplicare il risultato per le ore straordinarie effettuate.

Come si calcola la retribuzione del lavoro straordinario in busta paga

Come detto precedentemente, il lavoro straordinario deve essere retribuito con una maggiorazione prevista dal CCNL di riferimento. 

Infatti, ogni CCNL prevede una percentuale differente di retribuzione maggiorata in base alla tipologia delle ore di lavoro prestate:

  • per il lavoro straordinario diurno se si lavora dalla quarantunesima alla quarantottesima ora di lavoro settimanale e dalla quarantanovesima ora in poi;
  • per lo straordinario festivo;
  • per lo straordinario notturno.
Vedi Anche:  Come è regolato il rapporto di lavoro nei contratti rider 

Per calcolare la retribuzione del lavoro straordinario in una settimana bisogna:

  • conoscere la propria paga base oraria:
  • sommarla alla percentuale di maggiorazione prevista nel proprio contratto collettivo:
  • moltiplicare il risultato per le ore straordinario effettuate.

Quanto viene pagato lo straordinario? Per capire meglio come si calcolano gli straordinari, facciamo un esempio. Nel caso in cui il lavoratore abbia lavorato 11 ore oltre le 40 ore settimanali, il lavoratore ha una paga oraria base di 12 euro e la maggiorazione sia del 15% per il numero di ore di straordinario lavorate dalla quarantunesima alla quarantottesima e del 20% dalla quarantanovesima in poi il calcolo sarà:

  • 12+ il 15% di 12 euro e moltiplicare il risultato per le 8 ore di straordinario lavorate si otterrà un totale di 110,40 euro;
  • 12 + il 20% di 12 euro e moltiplicare il risultato per le 3 ore di straordinario lavorate si otterrà un totale di 43,20 euro.

Quindi, in base a questo esempio, il datore di lavoro dovrà pagare al dipendente 153,6 euro in più in busta paga per il lavoro straordinario da lui prestato.

La tassazione degli straordinari

Il calcolo del lavoro straordinario effettuato nell’esempio qui sopra riguarda il valore lordo della retribuzione delle ore lavorate in più rispetto all’orario di lavoro ordinario.

Invece, il valore netto deve essere calcolato sottraendo:

  • i contributi previdenziali determinati dalla cassa previdenziale di appartenenza;
  • le ritenute IRPEF che variano in base allo scaglione di appartenenza.

Quindi, il netto di un’ora di lavoro straordinario viene retribuito per una cifra inferiore rispetto al risultato dell’esempio descritto precedentemente. 

Invece, non computati nel calcolo della media delle 48 ore di lavoro settimanali le assenze per malattia, infortunio, gravidanza, ferie, riposi compensativi.

Vedi Anche:  Contratto di Apprendistato Professionalizzante tra i 18 ed 29 anni (2 livello)

Se il lavoro straordinario è svolto regolarmente si parla di straordinario continuativo e può essere retribuito in busta paga in maniera forfettaria, rispettando il numero di ore lavorate in più e le percentuali previste in maggiorazione di retribuzione.

Rifiutarsi di prestare lavoro straordinario, si può?

Quando un dipendente può rifiutarsi di fare straordinari? Il lavoratore può rifiutarsi di prestare lavoro straordinario se:

  • è un lavoratore studente;
  • ha un motivo rilevante che non gli permette di lavorare oltre l’orario normale di lavoro;
  • il datore di lavoro non ha rispettato i principi di buona fede e correttezza nel richiedere lo svolgimento della prestazione oltre l’orario di lavoro normale.

Ricordiamo che il ricorso al lavoro straordinario può essere richiesto dalle aziende per esigenze aziendali o di servizio ed evitare danni a persone o alla produzione, anche per eventi come fiere e manifestazioni collegate all’attività produttiva. Esso può essere anche convertito in giornate di riposo compensativo, ovvero in giornate normali di lavoro durante le quali il dipendente non presta il proprio lavoro ma viene pagato ugualmente, se previsti dai contratti collettivi di lavoro.

ore di straordinario
Per ore di straordinario si intendono tutte le ore lavorative svolte dal dipendente al di fuori del monte orario previsto dal proprio contratto, generalmente il lavoro in 40 ore settimanali.

Le ore di straordinario nei contratti di lavoro part-time

Il lavoro straordinario è il lavoro prestato oltre il normale ammontare dell’orario di lavoro previsto dal proprio contatto professionale.

Per i dipendenti part-time prevede che il lavoro straordinario sia tale quando si superano le 40 ore settimanali. Naturalmente il lavoro a tempo parziale prevede un monte orario inferiore a tale soglia e quando si supera il limite delle ore previste dal proprio contratto si parla di lavoro supplementare.

Infatti, il lavoro supplementare non può oltrepassare il 25% dell’orario settimanale previsto dal proprio contratto e viene pagato di più rispetto alla normale retribuzione oraria con una percentuale aggiuntiva secondo il proprio CCNL di appartenenza.

Vedi Anche:  Congedo per Malattia del Figlio

Anche il lavoratore part-time può rifiutarsi di svolgere ore di lavoro supplementare in caso di motivi di salute, familiari, di formazione professionale o di esigenze lavorative.

Invece, il lavoratore a tempo parziale può fare straordinari solo se ha un orario di lavoro misto o verticale. Tale possibilità deve essere frutto di un accordo da parte del datore di lavoro con il lavoratore ed i contratti collettivi possono prevedere anche dei riposi compensativi ed avranno una retribuzione aggiuntiva per le ore lavorate al di fuori del tetto delle ore settimanali dei contratti full-time.

Consulente del Lavoro è a disposizione per dare ogni informazione e chiarimento sulla disciplina prevista per il lavoro straordinario, sulle modalità di esecuzione di prestazioni di lavoro oltre il regolare orario di lavoro, i casi di accordo in caso degli straordinari da parte del datore di lavoro con il dipendente, quando il lavoro straordinario è ammesso e quale maggiorazione per le ore di lavoro svolte è prevista dopo quello che è il proprio orario di lavoro normale.

 

Indice: Calcolo lavoro straordinario: la maggiorazione in busta paga 

Argomento: Calcolo lavoro straordinario: la maggiorazione in busta paga 

  • ore di straordinario
  • ore straordinario
  • calcolo lavoro straordinario
  • lavoro straordinario

Temi Correlati a: Calcolo lavoro straordinario: la maggiorazione in busta paga 

Vuoi ricevere le novità del settore?
Per maggiori informazioni sul trattamento dati personali ti invitiamo a consultare la nostra Privacy.
Invia una mail