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Cosa sono i buoni welfare aziendali ai lavoratori dipendenti 

Cosa sono i buoni welfare? I buoni welfare sono dei voucher o carte, in forma cartacea o elettronica, erogate dal datore di lavoro in favore dei propri dipendenti che consentono a questi ultimi di accedere autonomamente a beni e servizi presenti all’interno del piano di welfare aziendale.

Attraverso questi voucher welfare i dipendenti possono usufruire di benefit predisposti dall’azienda senza dover pagare nulla di tasca propria. 

I servizi welfare ai quali accedere possono essere previsti dal proprio contratto da lavoro dipendente o tramite la contrattazione collettiva, come nel caso del contratto collettivo nazionale metalmeccanici.

Questi benefit aziendali possono essere erogati sotto forma di flexible benefit o fringe benefit, con questi ultimi che devono rispettare dei limiti per evitare la tassazione degli importi spesi.

Scopriamo insieme nel dettaglio i buoni welfare come funzionano e vantaggi per aziende e dipendenti.

welfare voucher
Quando si parla di welfare aziendale bisogna fare una distinzione tra i buoni voucher messi a disposizione dal datore di lavoro come fringe o flexible benefit per comprenderne i differenti vantaggi fiscali, oltre a non incidere sulla formazione del reddito da lavoratore dipendente.

Quali sono i benefit erogati con i buoni welfare aziendali

La piattaforma welfare della propria azienda può prevedere l’erogazione dei buoni in servizi legati:

  • all’assistenza a domicilio per gli anziani;
  • a corsi di formazione;
  • a corsi di aggiornamento professionale;
  • a corsi di lingua straniera;
  • rette scolastiche, asili nido e babysitter.

Come si utilizzano i buoni welfare? Il credito welfare può essere speso dai dipendenti per la tipologia di benefit riguardante:

  • attività culturali, viaggi e vacanze;
  • buoni spesa, buoni regalo e buoni acquisto da sfruttare nei principali e-commerce e nei negozi;
  • buoni carburante o buoni benzina;
  • buoni pasto nel limite degli 8 euro per quelli elettronici e dei 4 euro per quelli cartacei;
  • abbonamenti a mezzi pubblici, palestre o piscine, cinema e teatri.

Questi beni o servizi sono di solito convenzionati con strutture e attività e servono a migliorare la qualità della vita ed il benessere dei dipendenti, oltre a migliorare il clima aziendale.

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Infatti, i beni e servizi di welfare servono a combattere anche la diminuzione del potere d’acquisto dei consumatori, la riduzione del cuneo fiscale e la conciliazione tra vita privata e lavoro.

Come funzionano i benefit aziendali nei piani di welfare

I buoni welfare non sono obbligatori per legge e le modalità di erogazione vengono fissate dal datore o dagli accordi collettivi.

Ai buoni welfare corrispondono delle agevolazioni fiscali e non incidono sulle imposte sui redditi e sul reddito da lavoro dipendente per imprese e lavoratori entro certi limiti di spesa e possono sostituire il premio di risultato o il premio di produttività.

L’articolo 6 del TUIR prevede che tale soluzione di welfare aziendale:

  • non può essere ceduta a terzi;
  • non può essere sostituita in contanti;
  • è nominativo del dipendente a cui si riferisce;
  • deve essere speso sulla base del valore nominale del bene o servizio assegnato;
  • può utilizzare i buoni solo dal titolare o da un parente di primo grado.

I buon voucher, di cui precedentemente abbiamo elencato alcuni esempi di welfare aziendale, servono per migliorare il benessere dei lavoratori e la qualità del proprio ambiente di lavoro, con la conseguente riduzione dell’assenteismo ed un incremento della produttività.

Quali sono i vantaggi del welfare aziendale per azienda e dipendenti

Quando si parla di welfare aziendale bisogna fare una distinzione tra i buoni voucher messi a disposizione dal datore di lavoro come fringe o flexible benefit per comprenderne i differenti vantaggi fiscali, oltre a non incidere sulla formazione del reddito da lavoratore dipendente. 

Infatti, nel caso dei fringe benefit, così come previsto dall’articolo 51 del TUIR, la loro erogazione non comporta tassazione se gli importi non superano i 258,23 euro per i dipendenti senza figli e 3000 euro per quelli con figli a carico per il 2023, mentre questi limiti nel 2024 saranno fissati rispettivamente a 1000 euro per quelli senza figli e 2000 euro per i dipendenti con figli.

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Invece, nel caso dei flexible benefit, non ci sono limiti per essere esentati dal pagamento delle tasse sugli importi spesi tranne per la previdenza complementare, 5.164,57 euro, e le mutue sanitarie, 3.615,20 euro.

Per i fringe benefit concessi attraverso voucher è da sottolineare una recente comunicazione dell’Agenzia delle Entrate. L’intervento dell’ente ha specificato che gli importi di tali buoni devono essere sommati a quelli dei fringe benefit e non pagherà le tasse solo se non supererà i limiti di spesa sopracitati.

voucher welfare
I buoni welfare sono dei voucher o carte, in forma cartacea o elettronica, erogate dal datore di lavoro in favore dei propri dipendenti che consentono a questi ultimi di accedere autonomamente a beni e servizi presenti all’interno del piano di welfare aziendale.

A chi spettano i voucher welfare aziendali

Chi prende i buoni welfare? Accedere ad un benefit aziendale previsto all’interno della piattaforma di welfare aziendale può essere possibile se predisposta dall’impresa oppure se prevista da accordi collettivi ed i lavoratori possono richiederli al loro datore. 

Infatti, le regole del piano welfare previsto nella propria azienda può riguardare l’erogazione di buoni in base ad alcuni lavoratori con caratteristiche come ad esempio:

  • quelli con figli a carico;
  • che fanno parte della stessa fascia di reddito;
  • che hanno lo stesso livello o inquadramento contrattuale;
  • che sono all’interno dello stesso ufficio, sede o settore aziendale;
  • che risiedono alla stessa distanza dal posto di lavoro.

Queste sono le cosiddette categorie omogenee alle quali spesso fanno riferimento il sistema di welfare aziendale e gli accordi collettivi di categoria per usufruire dei buoni welfare.

In generale, questa forma di welfare aziendale non fa distinzione tra lavoratori con contratto a tempo indeterminato e quelli a termine, così come tra quelli a tempo pieno e quelli part-time.

I buoni voucher solitamente vengono utilizzati dalle piccole e medie imprese nell’ambito del welfare aziendale. Esse scelgono la piattaforma messa a disposizione da società esterne che permette ai dipendenti di accedere ai buoni ed in questo modo rendono più semplici i piani di welfare.

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Inoltre, i buoni voucher possono essere erogati anche ai dipendenti pubblici, anche se in questo caso bisogna fare attenzione al tipo di lavoro, a quale categoria e Regione si appartiene. Infatti, sulla base di queste distinzioni si può accedere ai voucher welfare che permettono di usufruire di prestazioni assistenziali, borse di studio, per le vacanze, prestiti, mutui e sostegni alle famiglie.

Per saperne di più consulta anche:

Se vuoi ricevere maggiori informazioni, contatta consulente del lavoro per conoscere gli altri benefit previsti dal mondo del welfare aziendale.

 

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